venerdì 20 ottobre 2017

"3%" e il peggiore dei mondi

L'ho già detto diverse volte in Hand of Doom: la fantascienza è uno dei generi più "politici" e di protesta che esistano. Peraltro, alcune delle sue opere migliori, che siano libri, fumetti, film o serie TV, sono tali proprio per la loro capacità di parlare del presente e di denunciarne le storture pur essendo ambientate nel futuro. È proprio questo uno dei punti di forza maggiori della serie TV brasiliana 3%, uscita su Netflix lo scorso anno.

Visto che ne ho sentito parlare solo bene, qualche settimana fa ho deciso di recuperarla. Mi aspettavo un buon prodotto, ma sono rimasto lo stesso sorpreso in positivo dalla sua qualità. Nonostante sia una serie con un budget ridotto - e si vede - tutto funziona bene, con in particolare una trama con dei bei colpi di scena e personaggi ben costruiti. Ma a colpirmi sono stati, appunto, anche i suoi risvolti politici e filosofici: perché, chiaramente, 3% è una serie di gran attualità.

martedì 17 ottobre 2017

Lo sport più amato dagli italiani

Non è molto noto nel resto del mondo (o forse sì, non saprei dire come ci percepiscono all'estero), ma in Italia esiste uno sport per cui quasi tutti impazziscono. Un'attività non solo molto seguita su TV, internet, giornali e qualsiasi altro mezzo, ma anche praticata da gran parte della popolazione, spesso addirittura a livello agonistico.

Stai già pensando al calcio? Beh, hai sbagliato: pur essendo molto seguito in Italia, il pallone ha anche un buon numero di detrattori e di persone che lo ignorano. Non si può dire lo stesso dell'attività di cui sto parlando: quasi tutti lo hanno praticato almeno una volta nella vita, e la stragrande maggioranza lo fa tutti i giorni. Di cosa sto parlando? Ma è ovvio: della continua e perpetua lamentela.

venerdì 13 ottobre 2017

L'importanza degli spazi

Nello scorso post - che di sicuro hai letto, ma se non l'hai fatto puoi recuperare qui - ho fatto un parallelismo tra la vita di uno che (come me) suona la batteria e quella di uno scrittore. Nel compiere questa analisi, ho elencato sette punti di unione tra i due mondi; sono sicuro però che riflettendoci se ne possono trovare molti di più.

Per esempio, riflettendo (e suonando, anche!) in questi giorni mi sono accorto dell'esistenza di un principio che non ho citato, ma di cui vale la pena di parlare. Rispetto a quelli del post di martedì è un argomento un po' più tecnico, ma questo non lo rende meno importante. Di cosa sto parlando? Del grande valore che hanno le pause e gli spazi.

martedì 10 ottobre 2017

7 consigli da un batterista a uno scrittore

Tra le passioni che ho, la musica è una delle mie preferite. Non faccio altro che ascoltarne tutto il giorno: anche in questo momento, mentre scrivo il post, ce l'ho in cuffia. Ma non mi accontento di essere solo un fan, cerco anche di partecipare io stesso in prima persona alla musica: per esempio, da molti anni suono la tastiera, seppur da autodidatta. Ma lo strumento che sento più mio - quello per cui ho studiato, ho preso lezioni, e in generale quello con cui me la cavo meglio - è la batteria.

Dopo qualche anno di stop per motivi di salute, da qualche mese ho ricominciato a dedicarmi allo studio della batteria con costanza e serietà. Nel frattempo però anche un'altra mia passione si è molto sviluppata ed è andata avanti: quella per la scrittura. Sarà anche per questo che di recente mi sono reso conto di come applicarsi a uno strumento e scrivere siano due impegni con molti punti di contatto, nonostante la distanza che c'è tra musica e letteratura.

martedì 3 ottobre 2017

Ucronia improbabile

Come ho già detto in passato, anche se molti lo ignorano la fantascienza è probabilmente il genere più politico e di protesta di tutti, almeno in certe sue branche. Seppur di solito con le mie storie io esplori i lati più oscuri del comportamento umano, capita anche a me di scrivere qualche racconto più orientato "sul sociale". Come in questo caso.

Ho scritto "Ucronia improbabile" proprio come grido di protesta contro quello che è il mondo oggi e le sue assurdità. Mi è venuto fuori un racconto molto breve - una sola pagina, si legge in un minuto - ma in cui ho cercato di condensare molti significati, agganciandomi proprio al genere ucronico (se non hai idea di cosa sia, ti rimando a Wikpedia). Ci sarò riuscito? Dimmelo tu: puoi leggerlo come al solito su Penne Matte, a questo indirizzo. Buona lettura!

venerdì 29 settembre 2017

Non esistono recensioni oggettive

Nel mio calendario editoriale (sì, ora sono un blogger superfico con tanto di calendario editoriale!), per oggi avevo programmato un post un po' diverso. Avendo parlato negli scorsi articoli di alcuni lati negativi del web, volevo bilanciare con un post su quelli positivi. In particolare, avevo in mente di raccontare di come negli ultimi tempi alcune mie recensioni negative del sito metal siano state accettate di buon grado dai gruppi che le hanno ricevute, al contrario delle reazioni indispettite ricevute in passato. È un atteggiamento maturo che mi ha fatto riflettere su come alcuni siano di recente diventati più consapevoli su come muoversi nel mezzo-internet.

Avevo anche cominciato quel post, ma poi ieri mattina un personaggio (è l'unica definizione gentile che mi viene in mente) ha criticato una recensione scrivendo era troppo soggettiva. Il che da un lato mi ha fatto passare la voglia di scrivere un post in cui lodavo le reazioni positive alle mie recensioni. E dall'altro mi ha portato a riflettere sulla totale idiozia di questa affermazione ridicola.

martedì 26 settembre 2017

L'incoerenza dell'antiscienza

L'idea originale di questo articolo risale a circa un anno fa. Erano i giorni del terremoto di Norcia, quello di fine ottobre: un periodo parecchio difficile per me a livello emotivo. E così, in risposta all'antiscienza dilagante in quell'occasione, scrissi un articolo critico molto lungo, probabilmente troppo. Mi resi conto subito che era così, perciò decisi di spezzarlo a metà: una parte venne pubblicata col titolo "la minaccia dell'antiscienza" proprio in quel periodo.

Anche la seconda doveva seguire a stretto giro, ma poi decisi di accantonarla: mi ero forse reso conto che i toni erano troppo forti e avrebbero potuto irritare qualcuno (ma nemmeno oggi sarò troppo delicato). Ora tuttavia ho deciso di riscriverlo: a mente più lucida e fredda, senza le emozioni forti che mi avevano spinto a scrivere l'originale, riesco forse a guardare alla questione con più calma. Ma il fastidio che provo nei confronti di certe prese di posizione rimane lo stesso.

venerdì 22 settembre 2017

SHOCK: non leggere questo post!

Se hai appena letto il titolo qui sopra, so cosa ti stai chiedendo: e ora che succede? Cosa c'è di così shockante in questo post? Io te lo direi anche subito, ma poi tu magari leggeresti solo la mini-descrizione che blogger ti manda a corredo del feed dell'articolo. Però adesso stiamo per passare i circa quattrocento caratteri che compongono sempre il suddetto piccolo testo, quindi tra un attimo potrò dirtelo - tipo, ora è possibile. Cosa c'è di così shockante? Proprio nulla!

Se questo "scherzo" ti è sembrato stupido e magari fastidioso, lo capisco: sono d'accordo con te al cento percento. Ho fatto questo solo come un esempio di un comportamento diffuso in una certa categoria di professionisti - o almeno presunti tali. Parlo in particolare di certi articolisti su internet: spesso legati a testate online che in teoria dovrebbero essere serie, avrebbero il compito di informare. In pratica invece non fanno che ingannare il prossimo.